La Granda | La famiglia Giordano: passione ed orgoglio per La Granda.
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La famiglia Giordano: passione ed orgoglio per La Granda.

Allevatori di Razza Piemontese? Da sempre

Fieri ed orgogliosi. Il volto e la mani segnati dalla campagna e dalla terra. Gli occhi lucidi ed emozionati di chi ha visto crescere e rialimentare la propria passione.

Sono Antonio e Giuseppe Giordano, classe 1933 e 1941. Oggi nonni ma prima figli di chi ha dato vita all’Azienda Agricola Giordano, dal 1912 a Gerbo, alla cui guida oggi ci sono Sergio e Ivano Giordano, tra i primi sette ad aver aderito a La Granda nel 1998, anno di costituzione.


“Mio padre era affezionato alla Piemontese, sceglieva sempre le vacche migliori e le allevava con così tanta dedizione ed in maniera naturale”, racconta Antonio. Siamo intorno al 1940 e l’azienda agricola contava già 15 vacche di razza Piemontese. “Ma non da carne!”, sottolinea Antonio. La carne non veniva macellata, era più conveniente vendere i vitellini al mercato.

Allevatori da sempre, Antonio e Giuseppe ricordano la loro infanzia, adolescenza ed età adulta tra gli animali, dove ancora oggi vivono, a pochi metri dalle stalle. “Si mangiava cena e poi subito in stalla. Le donne filavano la lana di pecora e gli uomini giocavano a carte. D’estate, poi, si dormiva nel fienile, d’inverno, invece, nel piano più alto della stalla”, dice Giuseppe. “Ricordo ancora, sarà stato il 1944, quando nostro cognato di Fossano, si rifugiò nella stalla per fuggire ai bombardamenti”, interviene Antonio.


A inizio degli anni settanta, dopo l’ampliamento della stalla nel 1968 quando si contavano 50 vacche Piemontesi, la nascita dei figli, Sergio e Ivano. Anche per loro, un’infanzia tra gli animali. “Ero poco più di un bambino e già davo una mano in stalla”, ricorda Ivano. Erano gli anni ottanta e, in quel di Gerbo, dove si trova l’azienda Giordano, si parla di quei capannoni dove, le vacche vengono allevate in batteria. “Noi, però”, interrompe il papà, “facevamo come mio padre. Tutto in maniera naturale, da sempre”. Certamente non conveniente. Gli intermediari preferivano la standardizzazione.

Nel 1996 l’anno della svolta. Sergio, che lavorava in una segheria, decide, di tornare sulle orme del nonno. La campagna e gli animali sono parte di lui. Complice di questa scelta anche Sergio Capaldo.

“È stato contagioso. In Capaldo abbiamo trovato la persona che ha concretizzato i nostri sogni e le nostre idee. La filosofia de La Granda”, prosegue Sergio, “coincideva perfettamente con quella che, fin dai tempi di mio nonno, abbiamo adoperato nell’azienda agricola. Mai avremmo pensato di dare al consumatore una carne che noi, in azienda, non avremmo mangiato. Per questo, come da disciplinare La Granda, abbiamo eliminato gli antibiotici all’ingrasso ed ogni tipo di alimento che fosse geneticamente modificato. Le vacche sono passate da stabulazione fissa a stabulazione libera e abbiamo rispettato la linea vacca- vitello, secondo cui i piccoli nati sono allattati per sei mesi dalla madre”, prosegue Sergio.

L’azienda agricola nel corso degli anni è cresciuta. Nel 2012 l’ingresso in società anche del cugino Ivano, figlio di Giuseppe.

Oggi si contano 30 ettari di terreno agricolo dove i Giordano preparano ogni giorno, secondo natura, l’alimentazione delle vacche e 220 capi di Razza Piemontese.


Ma non è tutto. La storia dell’azienda agricola Giordano si è intrecciata a quella del Principe Carlo d’Inghilterra quando l’ha scelta nel 2004 per scoprire il Presidio Slow Food della Razza Piemontese. La stessa azienda agricola conosciuta in Giappone dove, solo con il passaparola, turisti scelgono di scoprire il mondo della zootecnia Piemontese. La medesima che ha emozionato così tanto un gruppo di turisti coreani da farli esibire in un balletto di ringraziamento dedicato alla famiglia Giordano.


Il futuro, per i Giordano, è La Granda. Appassionati, soddisfatti ed orgogliosi di esserne parte.

Il testimone è pronto per essere accolto dal piccolo Riccardo, sette anni ma a spasso per l’azienda agricola con il tridente!

 

 Carlo alla scoperta dei Presidi Slow Food.

Il Principe Carlo d’Inghilterra in visita all’allevamento di Razza Piemontese dei Giordano



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