“La Granda” è un'associazione di allevatori
nata circa cinque anni fa. I quali con l'aiuto e la regia del dott.
Capaldo, hanno creduto e dato vita ad un progetto di rilancio della
razza bovina piemontese e a una rivalorizzazione del consumo di
carne di qualità. Quasi tutti i produttori provengono dal
Consorzio di Tutela della Razza Bovina Piemontese e dall' insegnamento
del suo fondatore, il dott. Francesco Delfino. Qui, all'interno
del Consorzio, hanno cercato e raccolto gli stimoli necessari per
tentare di dar forma ad un nuovo progetto, capitanato in prima persona
proprio da loro stessi. Consapevoli delle molteplici differenziazioni
che il mercato è andato via via assumendo, i componenti de
La Granda si sono rivolti ad un diverso modello di consumatore che
ormai, da qualche anno, é diventato una realtà commerciale
tutt'altro che trascurabile. Partendo da uno standard produttivo
già elevato, gli allevatori della razza bovina Piemontese,
hanno cercato di coagulare nel progetto “La Granda” le esperienze
trascorse all interno del Consorzio: una nuova idea di produzione
attenta alla materia prima, alla salubrità ma anche al gusto
stesso della carne, un attento disciplinare, una diversa sensibilità
verso le problematiche legate al benessere animale e, soprattutto,
la voglia di compiere un grande salto di qualità all'interno
del mondo zootecnico-alimentare bisognoso di diversificazioni. Lontani
dal patetico tentativo di intralciare il cammino e di competere
con la grande distribuzione, gli allevatori de La Granda hanno voluto
rivolgersi ad una fetta di mercato più attenta, quella che
aveva l'esigenza di conoscere l'identità non solo di razza
ma anche di modello produttivo della carne, prodotto indistinto
da sempre. In parole povere, conoscere la provenienza ma, soprattutto,
il tipo di alimentazione dell'animale. Il successo dell'ultimo anno
ha premiato le scelte dell'associazione, segno tangibile che “l'altro”
consumatore esiste e che in generale anche per la carne si è
disposti, come già per il vino e i formaggi, a documentarsi
un po' di più. Una ventina di allevatori non rappresenta
certo l'intero mondo della Piemontese, ma una sua differenziazione'
sì. Per la prima volta è stata “La Granda” a mettere
dei paletti: la carne c'è, il prezzo è il risultato
di un accordo con i macellai e i consumatori: entrambi disposti
a spendere un po' di più per avere un prodotto di alta qualità.
Al di fuori' delle tutele istituzionali, “La Granda” ha voluto riscoprire
e rivalorizzare, sia nel momento della commercializzazione che in
quello delle relazioni esterne, il ruolo dell'allevatore-produttore.
Lui solo, padrone del suo prodotto, è in grado di andare
alla ricerca di un diverso tipo di consumatore, di presentarsi,
confrontarsi con altre realtà produttive. Anche con chi,
a causa degli ultimi fatti di cronaca, nutre legittime diffidenze
verso il prodotto carne, per dare finalmente volto ad un mondo produttivo
che sino ad oggi ha penalizzato consumatori e produttori, premiando
unicamente l'anello intermedio della catena. |